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0²/0³/1985 ... ºgñî åññº, îl mèdè$îmº gñº $î ®îÞè†è îñ¢è$$åñ†è è Þ®è¢î$º, è ºgñî åññº $èmÞ®è Þîù mè ñè ƒ®ègº¡¡¡¡¡¡ W £' ÁÑT‡ÇØÑFØRM‡§MØ¡¡¡¡
µñå ¢åñzºñè ¢hè mè®î†å.....
MÁчFʧTØ ÐÊ£ RÁVÊIl nostro stato emotivo l'estasi. Il nostro nutrimento l'amore. La nostra dipendenza la tecnologia. La nostra religione la musica. La nostra moneta la conoscenza. La nostra politica nessuna. La nostra società un'utopia che sappiamo non sarà mai. Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perch noi non vi giudicheremo mai. Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga. Non siamo dei bambini inconsapevoli. Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa, che non dipende dalla legge fatta dall'uomo, dallo spazio e dal tempo stesso. Noi siamo un'unità. L'unità. Noi siamo stati plasmati dal suono. Da molto lontano, il temporalesco, echeggiante e smorzato battito era simile a quello del cuore di una madre che tranquillizza un bambino nel suo ventre di acciaio, calcestruzzo e fili elettrici. Noi siamo stati allevati in questo ventre, e qui, nel calore, nell'umidit e nell'oscurit di esso, siamo giunti ad accettare che siamo tutti uguali. Non solo per l'oscurità e per noi stessi, ma per la vera musica che batte dentro di noi e passa attraverso le nostre anime: siamo tutti uguali. E attorno ai 35Hz possiamo sentire la mano di un dio sul nostro dorso, che ci spinge avanti, ci spinge a spingere noi stessi a rinforzare il nostro pensiero, il nostro corpo e il nostro spirito. Ci spinge a girarsi verso la persona vicino a noi per stringere le mani e sollevarle, condividendo la gioia incontrollabile che proviamo creando questo magico cerchio che può, almeno per una notte, proteggerci dagli orrori, dalle atrocità e dall'inquinamento del mondo che sta di fuori. in questo preciso momento, con queste premesse, che ognuno di noi veramente nato. Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei clubs, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato e lasciato senza alcuna ragione, e gli riportiamo vita per una notte. Una vita forte, deflagrante, che pulsa, nella sua più pura, più intensa, nella più edonistica forma. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell'incertezza di un futuro che voi non siete stati capaci di stabilizzare e assicurarci. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrizioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero. Noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci sin dal primo momento che siamo nati. Programma che dice di odiarci, di giudicarci, di rifugiarci nella più vicina e conveniente tana. Programma che dice persino di salire le scale per voi, saltare attraverso i cerchi e correre attraverso labirinti su ruote per criceti. Programma che ci dice di cibarci dal brillante cucchiaio d'argento col quale tentate di nutrirci, anzichè lasciare che ci nutriamo da soli, con le nostre stesse mani capaci. Programma che ci dice di chiudere le nostre menti, invece di aprirle. Fino a quando il sole sorgerà per bruciare i nostri occhi rivelando la realtà del mondo che avete creato per noi, noi balleremo fieramente con i nostri fratelli e sorelle, celebrando la nostra vita, la nostra cultura, e i valori in cui più crediamo: pace, amore, libertà, tolleranza, unità, armonia, espressione, responsabilità e rispetto. Il nostro nemico l'ignoranza. La nostra arma l'informazione. Il nostro crimine violare e sfidare qualsiasi legge che voi sentite aver bisogno di utilizzare per porre fine all'atto di celebrare la nostra esistenza. Ma ricordate che mentre potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in una qualsiasi città, in una qualsiasi nazione o continente di questo magnifico pianeta, non riuscirete mai a spegnere il party intero. Non avete accesso a questo interruttore, non importa quello che pensate. La musica non si fermerà mai. Il battito del cuore non si spegnerà mai. Il party non finirà mai. Sono un raver, e questo è il mio manifesto. §µ §†º Tèmå Ðî ‡†ålîåñº Hº ¶®è$º 9!!!!
£å ßèllå §º¢îè†àmi sembra inkredibile.. o forse lo è solo x me. sta mattina sono andato a portare alcuni esiti di esami alla mia dottoressa. era mattina presto, ma la stanzina stretta e lunga, vuota ed essenziale, adibita a sala attesa era gia piena di gente. c erano persone di età dai 30-35 ai 60-70 anni, ma la maggioranza era costituita da ultra 50enni e superiori. mentre i 30-40 enni emancipati autorevoli e pieni di sè erano persi nei meandri delle loro menti, okkupate ad escogitare un nuovo metodo di guadagno inkondizionato ma castrante x i propri addetti, la classe '30-'50 si scambiava, kon un ardore di amicizia malinconica armonizzata da un senso di fratellanza coetanea, pareri e opinioni sulla vita vissuta e azzardi su prognosi forse un po troppo riservate, apre la porta una signora sulla 50ina in evvidente stato di panico. con una voce fina e bassa, separava le parole da lunghi e strozzati sospiri ansimanti, e chiese gentilmente di passare davanti a tutti xke necessitava urgentemente di un ignezione x l asma. nessuno rispose, e appena la dottoressa si liberò, subito il prossimo paziente si alzò e con passo sicuro e orgoglioso entrò nella stanza. nessuno si scompose o disse niente, la signora inkrociò il mio sguardo x un secondo con gli okki persi nel nulla. le sorrisi, non sapevo ke altro fare. la dottoressa fu di nuovo libera, ma la signora fu ignorata e scavalcata dal prossimo paziente come se nulla fosse. solo ora, quando la dotteressa si liberò nuovamente, e solo dopo ke io dissi "ma fate passare la signora, no ?" il nucleo tanto unito e solidale si accorse della presenza della signora e, come se fosse palese e di comune intento, anke tutti gli altri presenti emanciparono il loro fermo e sikuro konsenso a far antecedere la signora.
Mi sentii kome dentro un teatro di burattini, una gabbia di animali egoisti troppo konvinti della propria superiorità evolutiva da lasciarsi commuovere da un esemplare in pericolo di estinzione, una giungla di falsi opportunisti pronti a schierarsi dove meglio tira il vento a seconda delle occasioni.
è forse questa la natura umana? konsumare il prossimo in ogni modo, kiudendo gli okki di fronte alle ingiustizie, ma stando bene attenti a non prenderselo mai nel kulo è forse una legge x sopravvivere in questi tempi? o è solo egoismo e indifferenza spacciati x qualkosa del tipo "non lo sapevo" ?
il mio è soltanto un esempio, ma accade di peggio, ogni giorno. in internet poco tempo fa lessi ke a bologna una 35enne fu stuprata lungo una strada, e una telecamera riprese l indifferenza degli automobilisti difronte a ciò ke si stava consumando. funziona kosi solo in italia, o la legge e la giustizia arriva a colpire solo obiettivi mirati e prefissati da ki ha "il potere"? Råvè Vîè†å†î è Ðî$¢º†è¢hè åñ¢º®å ÁÞ讆ènon ho mai capito xke andare a un rave è illegale, mentre le discoteche sono aperte ogni fine settimana. non so voi ma io sono stato, sia in rave sia, x "obbligo", in discoteche. e la storia dentro è la stessa. ora certo, l atmosfera e le circostanze cambiano da discoteca a discoteca, ma sembra quasi che il successo e la fama di ogni (credo io) discoteca sia pressochè basato su un fattore comune: droga!!!! tnt, cocorico, alter ego (mµåhåhåhåhåh), tutta la BeLlIsSsSsSsSsImA Jesolo -.-' , sono infestate dalla mania del rave! tutti lì a vendere paste, speed, md e md/ma, ma anke ketamina! e x i piu skizzinosi, la tanto discussa e acclamata dei tempi nostri.. la coca. le poke differenze sono ke in disco è "tutto ordinato", la gente dentro è tutta vestita firmata, si paga non meno di 20 euro x entrare e in molte cè anke musica di merda (di merda xke è migliore quella di un rave, e lo dite voi!!!). mentre un rave è sporco, dentro cè gente di qualsiasi genere (kome in tutte le "belle" discoteche!) e presa in qualsiasi modo.. però l entrata costa 5-10 euro al massimo e a volte neanke quello, e la gente quando passi ti dice "paste ragazzi..? trip?!", mentre in disco te lo sussurrano! ora, un rave xke è illegale? A) droga B) occupare non è legale -considerando il "disturbo" ke può dare al proprietario di una fabbrica abbandonata un gruppo di ragazzi ke, x far festa, prende in prestito x una notte (o 2, o 3) uno spazio inutilizzato, mi sento in dovere di valutare solo l opzione A. anke xke è sempre la droga il problema, sia ke ci sia, ke non ci sia! (?!) allora xke vietare il rave e adorare le discoteche..? |
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